Il GIORNO DEL PANE è un’iniziativa dedicata alle virtù, le caratteristiche, la storia e la civiltà costruita sul pane.
Ogni alimento, ancora meglio ogni ricetta è il lascito di una cultura e della sua rappresentazione nella società.
Tramandare una ricetta vuol dire tramandare tutto un mondo che intorno a quella ricetta gravita, che ingloba molteplici aspetti della vita sociale e privata.
Attraverso questa operazione non manteniamo semplicemente i ricordi, ma operiamo la memoria, ovvero sulla base dell’esempio che la tradizione porta con sé costruiamo il futuro.
Ciò che viene tramandato è forza dell’avvenire, chi lo accoglie sono le nuove generazioni, mentre le generazioni delle madri e dei padri indispensabilmente lo accompagnano.

L’esempio alla base di ciò è sicuramente il pane, quanto meno nella nostra civiltà occidentale, e quanto meno nel mondo “fino a allora conosciuto”, da cui sono cresciute le nostre culture e la nostra società.
“Infatti, fin dall’antichità, nell’area del Mediterraneo, gli abitanti si sono alimentati soprattutto di pane ed il comportamento alimentare esprime molteplici espressioni della realtà dell’uomo e della condizione umana, in questo senso l’alimentazione si traduce in una serie di norme di usi e di costumi che dipendono sia dall’ambiente naturale che della struttura culturale locale (…). Per questo attraverso la preparazione, la distribuzione ed il consumo del cibo, l’uomo si mostra attore nei diversi rapporti sociali esistenti nella sua cultura: con le persone del suo sesso o del sesso opposto, con la famiglia, con la comunità, con i morti, con gli Dei e con il cosmo. Perciò l’utilizzo del pane implica un complesso intreccio di fattori geografici, economici, sociali e culturali; con esso l’uomo costruisce non solo un rapporto con la natura attraverso le sue abitudini alimentari, ma definisce se stesso ed il suo mondo sociale.” (Simone Casucci, Il pane: una storia mediterranea)

Il pane in effetti ha immense e infinite potenzialità, può unire e dividere popoli, paesi, continenti, civiltà, razze ed etnie.

LE ORIGINI

La regione che più di tutti ha insegnato il valore reale e simbolico del pane è senz’altro la Sicilia. I suoi abitanti avevano conosciuto l’arte della panificazione già all’epoca della Magna Grecia, grazie ai suoi colonizzatori che, come racconta Plinio il Vecchio, scoprirono il miracolo della lievitazione per via di un curioso incidente: „una domestica egizia, per far dispetto alla padrona, avrebbe gettato nella pasta del pane il residuo della preparazione della birra, la quale provocò la fermentazione dell’impasto“ (Alfredo Luraschi, Il pane e la sua storia). Il mito di Cerere, dea delle messi, narra che proprio in Sicilia si collocasse la culla della civiltà del grano. La credenza mitologica è ancora oggi vivissima in Sicilia, che ha la sua manifestazione più visibile nelle varie forme date ai pani, le quali a loro volta ripercorrono i simboli del mito stesso. “Cerere trovò il frumento, mentre prima si viveva di ghiande. Lei stessa insegnò a macinare e a fare il pane in Attica e in Sicilia: per questo fu tenuta per dea.” (Antonino Uccello, Pani e dolci di Sicilia). Tale simbologia è rimasta e ha influenzato i secoli a venire, lo scandirsi di fasi vitali e schemi sociali. “In buona sostanza, se il pane era ‘veramente un cibo-simbolo, uno statuto ideologico prima che un alimento reale’, non poteva essere altro che dono di una tra le più amate divinità del pantheon romano.” (Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore, La civiltà del pane). Riproporre queste dinamiche intorno alla tavola, tra commensali e osti, nella condivisione di un elemento primario alla nutrizione e allo scambio di idee come il pane, permette di entrare dentro la propria terra e scoprirne le potenzialità, la creatività, le qualità, le forme, gli sviluppi, l’emancipazione.

L’EVENTO

L’associazione CA.MUS. (soggetto organizzatore) promuove nel GIORNO DEL PANE:

i. Laoratorio dimostrativo di panificazione antica e naturale

Il laboratorio potrà ospitare fino ad un numero max di 30 persone, costo a persona 20 euro.
Le fasi si svolgeranno secondo i seguenti orari (con possibili variazioni dettate dalle esigenze della location ospitante):
14-16 (lavorazione), pausa, 17-19 (dimostrazione), pausa, 20-22 (cottura e consumo).
I corsi saranno teneuti dall’esperto Raniero Piunti.
Durante i corsi, l’esperto, oltre a condurre i lavori, spiegherà la tecnica di panificazione antica e le qualità nutrizionali e storico-antropologiche dei grani e delle farine scelte.
Durante il laboratorio, ognuno dei partecipanti realizzerà la propria creazione di pane, portato a lievitazione secondo l’uso del lievito madre.
Raniero Piunti rilascerà un attestato, mentre l’associazione CA.MUS produrrà piccoli barattoli con lievito madre da poter prendere con sé a fine evento sotto spontanea offerta. Il lievito madre è un elemento ancora sempre vivente e non di laboratorio, continua a fermentare in virtù della sua acidità che ne dimostra la vita, la cui forza lievitante aumenta con l’avanzare dell’età della massa. Ad ogni barattolo verrà allegato un biglietto con le modalità di utilizzo.

ii. Laboratorio piccolo

Questo laboratorio è dedicato ai più piccoli che potranno giocare e fare le loro creazioni e divertirsi con la massa e le storie del pane, intrattenendosi con uno o due operatori, a seconda del numero die bambini.

iii. Cena e spettacolo

A conclusione dei laboratori (dalle ore 20,00 in poi) verrà allestita una cena frugale, durante la quale verranno offerti il pane preparato durante i laboratori e prodotti locali (olio, formaggi, verdure, affettati e altri prodotti bio e a km 0) da accompagnare, secondo le usanze tradizionali, al consumo del pane stesso. La cena sarà scandita e rappresentata dalle ricette e gli abbinamenti, dai costumi e la narrazione, dai canti e le danze.
Il costo della cena sarà di 15 euro a persona (5 euro per i corsisti)

iv. Rappresentazione della civiltà del pane

La cena verrà accompagnata da:
a) un racconto delle procedure e dinamiche socio-culutrali intorno alla panificazione

b) un’esibizione di una band folk che metterà in scena attorno al banchetto le danze e i canti relativi al contesto storico della produzione del pane

c) una lettura di brani tratti dalla letteratura sulla storia e il valore del pane

d) eserictazioni artistico-creative da parte dei partecipanti grazie al couching di un/un’esperto/a.

IL PERCHE’

Per incoraggiare il pubblico il più possibile alla vita partecipata, quanto a storia, comunità e natura, ‘legandolo’ a specifici prodotti, i quali grazie alla rapprensetazione ci collocano nel territorio e ci mostrano le proprie caratteristiche e il loro effetto di emancipazione sull’individuo e la comunità.

Attraverso questo percorso di riscoperta di „un sapere di sapore antico“, l’associazione CA.MUS. apre la strada a visioni di un modo diverso di vivere attraverso il cibo e la sua storia, segnatamente attraverso il pane. Non una semplice ricetta, semplice o elaborata, ma una tavola, un banchetto virtuale di ricerca, da condividere con chi, oltre ad essere appassionato di gastronomia, ha fame e vuole saziarsi di pane vero e sano anche a livello culturale, curioso e divertente!

L’evento ha l’intento di promuovere e far conoscere i principi e i valori dell’associazione CA.MUS. che ruotano attorno alla politica territoriale e dell’integrazione.

Per informazioni :

info@ca-mus.org

tel +393406282096